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venerdì 30 marzo 2018

Di Gesù Cristo nessuno ne vuole più parlare , se non per ...

Dire "oh Cristo Santo Benedetto!" In alternativa a "Santo Cielo!" o al più nobile "Santi Numi!" Purtroppo parlare di Gesù e del suo messaggio chi, come il Papa dovrebbe farlo, non lo fa più e le poche volte che ne parla lo fa in maniera sbagliata. Capisco tutto quello che vuole, cioè che la fede è un dono di Dio, e che , giusto per scendere al suo livello (del Papa intendo) è come il coraggio, o ce l'hai o non ce l'hai: tuttavia mi sembra che da tempo manchi ,nel web e nei media, chi difenda o anche soltanto parli di Gesù e del suo messaggio. Semmai si parla di famiglia, di aborto, e c'è chi attraverso documenti storici afferma che "Gesù Cristo non è mai esistito", è un impostore così come lo sono coloro (forse ebrei?) che hanno "inventato il cristianesimo e il cattolicesimo in particolare": dove sono i difensori della fede cristiana? Tutti impegnati a fare altro:magari all'anima ,sempre che a questo punto esista e costoro ne siano convinti, ci si penserà in un letto di ospedale o quando qualche nostro caro è al pronto soccorso (facciamo in codice giallo, per non essere cattivi). Da quando nel web scrivo cavolate , cioè dal 2004 ad oggi, mi sono sempre chiesto e ho sottolineato come "se la si prende sempre coi cattolici e giammai con i fedeli e il credo di altre religioni": e vorrei ,e chiudo, metterci dentro anche le cosiddette "sette", che io non addito con significato negativo o dispregiativo. Ogni volta che c'era da parlare di eutanasia o aborto, ad esempio, si intervistavano sempre i vescovi o cardinali, mai che uno cercasse un imam o un anziano o qualche buddista o maestro zen o rabbino capo.

lunedì 27 agosto 2012

Primavera araba e inverno cristiano. L’ipocrisia occidentale


Di Juan Manuel De Prada
Quando, in un brumoso futuro, qualche storico desidererà spiegare un fenomeno cosí gigantesco come il crollo della civiltá occidentale, non potrà evitare di fare riferimento al sostegno dato dalla marmaglia che governa l’Occidente alla cosiddetta “primavera araba”. All’inizio esaltarono questo movimiento pan-islamico presentandolo alla povera gente rincretinita come una spontanea fioritura democratica che univa le volontà e oltrepassava le frontiere (risum teneatis), grazie alle cosiddette reti sociali.