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lunedì 10 dicembre 2012

Commercio : sempre meno libero

Dal primo gennaio 2013, i pagamenti da effettuare a titolo di corrispettivo in una qualunque transazione commerciale, saranno soggetti ai termini espressamente indicati dal nuovo decreto legislativo n. 192 del 09/11/2012, il quale fissa un regime di pagamento delle fatture commerciali nell'ordine di trenta giorni. Tempi maggiori sono possibili solo se espressamente previsti nei contratti e solo in casi particolari e in presenza di obiettive giustificazioni.
Pensateci un attimo cari lettori, fra un po' dovremo giustificare allo stato anche il quando, il perché e il modo in cui, ogni giorno, tutti noi dobbiamo andare al bagno!
Con una simile disposizione normativa, lo stato sottrae ancora più libertà alla contrattazione privata. Esso si  immischia sempre di più nella vita delle persone, laddove invece esse dovrebbero godere di meno interferenze da parte di uno stato già eccessivamente tassatore. Infatti, dall'anno prossimo, un installatore di caldaie, già oberato da una pressione fiscale senza precedenti, il quale abbia effettuato la propria prestazione per la realizzazione di un edificio in costruzione, rischia di trovarsi costretto a pagare i propri fornitori entro un termine (quello di trenta giorni) eccessivamente ridotto rispetto a quello necessario affinché l'edificio venga effettivamente ultimato e sia pronto per generare i ricavi, quelli utili affinché il costruttore possa poi pagare l'installatore di caldaie.