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giovedì 2 maggio 2013

Il fallimento etico delle Femen

Chiudono lo zoo? E si svestono! Approvano una legge non condivisa? E si svestono! E così via. Qualcuno definisce questa pratica come una “modalità di contestazione”, qualche altro la relega a semplice “esibizionismo”, altri ancora parlano iperbolicamente di attivismo politico.
Il nome tecnico di questa iniziativa fondata in Ucraina, che sta prendendo piede anche in Italia, è Movimento di Kiev; fondato dall’economista Anna Gucol nel 2008 a Kiev. Non come alternativa ai calendari di soubrette sexy o volgari (come preferite), di cui siamo inondati settimanalmente; ma come risposta di protesta all’immagine dell’Ucraina riconosciuta all’estero come meta di turismo sessuale. L’obiettivo del movimento è “smuovere le donne in Ucraina, rendendole socialmente attive”; questa la motivazione ufficiale che il movimento diffonde circa la propria nascita; perchè (svestirsi) “è l’unico modo per essere ascoltate”.