Chiudono lo zoo? E si
svestono! Approvano una legge non condivisa? E si svestono! E così via.
Qualcuno definisce questa pratica come una “modalità di contestazione”,
qualche altro la relega a semplice “esibizionismo”, altri ancora parlano
iperbolicamente di attivismo politico.
Il nome tecnico di questa iniziativa fondata in Ucraina, che sta prendendo piede anche in Italia, è Movimento di Kiev; fondato dall’economista Anna Gucol nel
2008 a Kiev. Non come alternativa ai calendari di soubrette sexy o
volgari (come preferite), di cui siamo inondati settimanalmente; ma
come risposta di protesta all’immagine dell’Ucraina riconosciuta all’estero come meta di turismo sessuale. L’obiettivo del movimento è “smuovere le donne in Ucraina, rendendole socialmente attive”; questa la motivazione ufficiale che il movimento diffonde circa la propria nascita; perchè (svestirsi) “è l’unico modo per essere ascoltate”.