Sabra e Chatila. Entrai in quel campo, ecco ciò che vidi
Quei ricordi, ovviamente, non si cancellano. Lo sa bene l’uomo che aveva
perso la sua famiglia in un precedente massacro e poi vide, impotente, i
giovani di Chatila costretti a mettersi in fila e a marciare verso la
morte. Ma il tanfo dell’ingiustizia soffoca ancora i campi profughi nei
quali esattamente 30 anni fa furono massacrati 1700 palestinesi. Nessuno
è stato processato e tanto meno condannato per quel massacro, che
persino uno scrittore israeliano paragonò all’assassinio dei partigiani
jugoslavi ad opera dei simpatizzanti nazisti durante la Seconda guerra
mondiale. Sabra e Chatila sono un monumento eretto ai criminali che
l’hanno fatta franca.
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lunedì 17 settembre 2012
giovedì 6 settembre 2012
Dramma del lavoro a Guspini. S'impicca un 37enne disoccupato
L'uomo era rimasto senza lavoro un mese fa. Aveva cercato un posto, persino a Roma, ma non c'era stato nulla da fare.
Dramma
del lavoro a Guspini: in preda allo sconforto più estremo perché
trovava tutte le porte sbarrate, un disoccupato di 37 anni si è tolto
ieri la vita impiccandosi nella sua abitazione. Un gesto disperato che
ha gettato nello sconforto i familiari e i suoi conoscenti. Aveva una
laurea in tasca (110 e lode in Scienze del Turismo) e il brevetto
professionale di guida turistica. Con questo ruolo ha lavorato fino a un
mese fa a Montevecchio per conto della cooperativa che gestisce a nome
del Comune gli ex siti minerari. Accompagnava i turisti e i visitatori
nei tour tra il palazzo della Direzione e gli impianti di estrazione,
trasformati da qualche anno in attrazione turistica. Un lavoro di
qualità, a quanto pare interrotto a causa delle continue discussioni con
i vertici della cooperativa a proposito degli emolumenti: la guida
lamentava il mancato pagamento delle prestazioni professionali. In
pratica (secondo quanto raccontava a chi gli è stato vicino in queste
settimane) stava lavorando a vuoto senza intascare un euro. Il rapporto
di lavoro si era quindi interrotto.
Da allora si era
messo alla ricerca di una nuova occupazione. Aveva anche tentato di
trovare un posto a Roma, ma non c'era stato nulla da fare. Alla fine non
ha sopportato il peso di un fallimento vissuto come un'ingiustizia.
Giovedì 06 settembre 2012 09:13 unionesarda.itNon ci sono parole!
domenica 19 agosto 2012
Perchè obbediamo?
«Se questo è il prezzo che si deve pagare per un’idea, allora
paghiamolo. Non c’è bisogno di essere preoccupati a questo proposito,
impauriti, o timorosi.
Questo è il tempo per dire coraggiosamente, “Sì, credo allo
spodestamento di questo sistema di ingiustizia a favore di uno più
giusto; credo alla fine della fame, all’oltraggio che rappresenta ed
alla denuncia dei crimini commessi; credo nell’animo umano come supremo
su tutte le leggi che l’uomo ha approvato oppure approverà; credo che
non ci sia pace ora, e non ci sarà mai pace, fintanto che esisterà il
governo di una persona su un’altra persona; credo alla totale
disintegrazione e dissoluzione del principio e della pratica
dell’autorità; sono un’Anarchica, e se per questo mi condannate, sono
pronta a ricevere la vostra condanna”.»
— Voltairine de Cleyre, Exquisite Rebel: The Essays of Voltairine de Cleyre-Anarchist, Feminist, Genius
______________________________________________________
di Eric Peters
Se un tizio a caso vi ha ordinato di sottomettervi alla sua volontà –
o a quella di un altro – la maggior parte di noi lo considererebbe come
minimo un’aggressione. Molti di noi cercherebbero di scappare – o
difendersi.
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