Gli illuministi, quella brava gente dei giacobini, decapitarono buona parte del clero francese durante la rivoluzione, una gran parte la deportarono alla Caienna, ma la maggior quota morì durante la navigazione. Poi, quando la Francia pareva fosse un deserto ateo, arrivarono san Jean-Marie Vianney e santa Bernadette Soubirous.
Poi vennero i comunisti sovietici e non scherzarono minimamente. Venti milioni di cristiani furono assassinati, oltre centocinquanta milioni in toale al mondo. Ma dopo settanta anni, all’implosione dell’Unione Sovietica, la cristianità russa rialzò la testa: si era conservata nelle catacombe e la Chiesa Ortodossa russa è adesso più vitale che mai.
Infine ci hanno provato in Occidente i liberal. È stato un tentativo mai visto di scristianizzazione della società e delle menti e l’introduzione di tutta una serie di leggi persecutorie. Non esiste depravata e perversa pratica contro natura che non sia stata da loro propalata come cosa buona e giusta. Non sono però meno sanguinari di giacobini e comunisti.
Cifre da capogiro: «Un genocidio silenzioso che difficilmente indigna le manifestazioni o fiaccolate del politicamente corretto.»
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A giustificazione del proprio essere, i liberal socialisti ripudiano le radici europee al punto tale da ritenerle inesistenti. Odiano Dio e la Religione di odio profondo e tenace.
Ma nell’ultimo lustro i cristiani residui si sono organizzati, e sono diventati parte attiva dello sconvolgimento elettorale che sta cambiando il volto dell’Occidente. Lavorano senza fanfare e senza mezzi, che peraltro non servono poi a molto. Nessuna sigla, nessuna organizzazione istituzionalizzata, nessun distintivo, nessun raduno pubblico. Ma la loro operosità ha generato i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Lascia sorridenti il fatto che se ne siano accorti tutti tranne che i liberal socialisti.
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I segni dei tempi mutati sono numerosi, ma quello danese da molta soddisfazione.