Non
voglio fare un post chilometrico, del resto ciò di cui scriverò ,
di solito, fa scappare via i potenziali lettori: morte; cosa c'è
dopo; perché si muore; cosa c'è prima di nascere. Ecco in sintesi
le cose che mi attanagliano la mente. Ogni tanto si riaffacciano,
prepotenti come sempre, non mi fanno dormire. La solita frase , se
c'è lei non ci siamo noi, caro Epicuro, non mi dà soddisfazione. In
più sono farcito di idee occidentali, cristiano cattoliche: il mio
egoismo vorrebbe, se ci fosse un aldilà, che ritrovassi e per starci
insieme*,mia moglie e le persone a me care. Stando ad alcune idee e
opinioni lette online, non è detto che sarà così e , mi chiedo *
perché il mio modo di vedere e intendere le cose dovrebbe essere
stravolto in quel modo: dico che la storia di reincarnarsi,
dimenticare ed avere cancellato ogni possibile ricordo, fa a pugni
con chi immagina e promulga pensieri di pace e armonia, e in questo
mi riferisco anche a chi crede nella reincarnazione; poi perché
dovrei ricominciare da zero o sottozero? La storia che le cellule
potrebbero rigenerarsi di continuo, ma non lo fanno, ecco un'altra
domanda: ergo siccome ciò non avviene, zacchete , si muore. Cosa c'è
prima di nascere, a parte i preliminari sessuali, spermatozoi e
ovuli, non lo so. Le nonne dicevano che uno era nella “mente di
Dio”: ma sono state , col tempo, definite timorate di Dio,nel
migliore dei casi, ignoranti e sottomesse, nel peggiore. Tuttavia la
questione mi tormenta, una tantum, ma c'è, è presente. Cerco di
pensare, come fossi un professor Xavier o un Dottor Strange , ma non
lo sono, per cercare di captare pensieri di un essere superiore che
,avendo pietà, mi spieghi e mi tranquillizzi. So bene che ci sarà
chi mi ricorderà l'amico invisibile, il riferimento per dormire
tranquillo, per vincere,appunto, il timore della morte. Ecco, questo
non lo voglio. Capisco anche chi non ne vuole proprio parlare, e non
tanto perché sentendone parlare si debba toccare ferro o altro. Ma
vivere non sapendo non è che spiega le cose.Anzi.
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lunedì 16 ottobre 2017
sabato 4 marzo 2017
La vera paura
Qualcosa
non mi torna, o meglio ancora , non ho proprio capito: i detrattori
del cristianesimo, inteso in senso lato, non ne vogliono sapere né
di paradiso né di inferno, giammai di purgatorio, e ancor meno di
giudizio universale. E sia, ma non mi spiego la casualità della
nascita dell'universo, se è infinito o se ce ne sono altri, la
questione degli universi paralleli, delle dimensioni oltre le quattro
(sono quattro o di più?), dei viaggi nel tempo, e di cosa c'è dopo
la morte. C'è qualcosa? Ci deve essere qualcosa? Non mi interessano
tanto i discorsi che uno vive finché o anche quando qualcuno lo
ricorda, il mio desiderio sarebbe quello di poter stare , dopo morto,
con le persone a me care, con cui mi sono ben relazionato da vivo.
Poi c'è anche il desiderio, mai del tutto appagato, di voler sapere
un sacco di cose su un sacco di argomenti. Uno per tutti potrebbe
essere se c'è vita nell'universo, vita intelligente simile alla
nostra o superiore: c'è o non c'è e com'è? C'è chi parla, non so
se Jung o chi altro, del fatto che la vita vera e propria è quella
che viviamo nei sogni e non il contrario: mi chiedo quindi che cosa
sarebbero i sogni e se hanno una funzione che non sia quella di
evitare di sovraccaricare il cervello. Infine mi dispiacerebbe se
tutto, ma proprio tutto, fosse un inganno, e non fosse vero niente.
Ho già superato, dato che sono presuntuoso, la fase in cui potevi
credere di diventare ,dopo morto, un Dio e che ti sarebbe stata
affidata una parte dell'universo da governare. La forma mentis che ho
mi fa apprezzare le relazioni tra il sottoscritto e il resto
dell'universo, seppure me la faccia sotto davanti a un'onda marina di
due metri o abbia ,come forse anche altri, paura dei terremoti e
degli tsunami: ma accarezzare un cane o un gatto, sentire il
cinguettio degli uccelli, il rumore di un ruscello che scorre, vedere
il sole che sorge o tramonta, il cielo stellato (senza inquinamento
luminoso) credo che siano cose che non hanno prezzo e per cui vale la
pena vivere e che,dopo morti, vorrei continuare a sperimentare. Per
cui mi chiedo: perché tutto ciò dovrebbe finire? E perché una
volta per tutte?E' facile pensare e dire “tu sei malato”, sei
nella fase di paura della morte (ed è vero) e ti fa specie il sapere
di non sapere: sì, è così o sarà anche così, ma se è davvero
una questione importante, come mai se ne parla poco e non si è mai
trovata una risposta che non sia quella religiosa (che tra l'altro è
diversa da credo a credo, fino al discorso della reincarnazione)? C'è
il solito amico che ti dice che “le risposte che cerchi sono tutte
dentro di te”, salvo ricordarmi che dentro di me c'è il vuoto
assoluto: mi manca la cultura, sono peggio di una capra (almeno lei
fa anche il latte), e nell'affrontare questi temi mi sento solo, come
se non interessassero a nessuno. Ovvio che ci sono i soliti che ti
citano Epicuro, la lettera sulla felicità, e così, dicono, possiamo
ritornare a fare quello che facevamo prima, a vivere ,secondo me, nel
non sapere.
Logico
che prima o poi ritornerò sull'argomento, a meno che l'argomento mi
prenda prima che abbia trovato una risposta soddisfacente. Sono
conscio che vorrei , che cerco, una risposta che mi appaghi, che mi
tranquillizzi, che mi dia speranza, seppure ho un'età che non mi
permette di accettare risposte da mille e una notte, con tutto il
rispetto per chi le trova convincenti. Morire tenendo una mano
altrui, mentre magari ti accarezzano la testa, non so se sia una cosa
da desiderare , quando arriverà l'ora X : ma cambierebbe qualcosa se
non sai se e dove andrai ?(di solito ci mettono dentro una bara o ci
cremano, quindi si tratterebbe dello spirito o dell'anima, se uno
crede che esistano indipendentemente dal corpo). Come avete capito io
non ho capito un tubo.
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