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lunedì 10 dicembre 2018

DUE COSE CHE GRILLO NON SA SULLE “INFRASTRUTTURE” INNOVATIVE

Di Maio ha scritto al giornale di Confindustria che lui  ama  la parola “infrastrutture”, e  anzi anche lui ardentemente le vuole e  le finanzierà.
Non però le infrastrutture ferroviarie e stradali, residui di concezioni vecchie e superate (tanto, il ponte Morandi starà su un altro cento anni), bensì le nuove,  anzi quelle che nemmeno ancora s’immaginano. “Per l’innovazione creiamo il primo fondo italiano per il sostegno al Venture Capital”  per “ favorire la crescita dimensionale delle startup italiane, le più meritevoli, in modo da farle competere nello scenario globale. In particolare vogliamo spronare i nostri giovani talenti a concentrarsi sull’intelligenza artificiale e sulla Blockchain e abbiamo creato un fondo ad hoc per la sperimentazione di queste tecnologie”…



Si tratta  di quelle tecnologie fantasticose di cui Beppe Grillo si atteggia  a profeta transumano, e di  cui parla ossessivamente nel suo blog  di maniaco  mono-ideista:

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  1. É SOLO UN BUCO

    E’ curioso come, a difendere un buco mai fatto in val di Susa, ci sono tutti i rappresentanti delle realtà produttive. Spesso i difensori della TAV non sanno nemmeno cosa sia, sanno solo che si "deve" fare, che è... http://www.beppegrillo.it/tav-is-the-new-black/ 
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E’ qualcosa che ha imparato da Casaleggio, e che, essendo morto il suo mentore ed  istruttore di transumanismo, egli non riesce più ad elaborare oltre: ma ha lanciato i 5 Stelle a questi progetti di infrastrutture immateriali e transumane, blockchain e intelligenza artificiale, naturalmente in  “venture capital”  per le “start-up” (e per chi sennò?).