
Immagini girate da droni ci hanno resi tutti spettatori di qualcosa che non avevamo mai visto : centinaia di migliaia di alberi abbattuti nelle foreste Venete dalla recente fortissima perturbazione di venti e nubifragi. Una distesa interminabile di alberi rasi al suolo che, dall’alto, assumono l’aspetto di sovrapposte tesserine da domino cadute, ma questo non è un gioco irreale e si stentava a crederlo.
Desidero dare risonanza, per il particolare interesse e importanza, a una intervista rilasciataci all’interno della trasmissione radiofonica cui partecipo. Un punto di vista informato che sostituisce tante banalità di pensiero cui siamo vittime. Parla un Forestale, il Dott. Giustino Mezzalira di Veneto Agricoltura.
Riassumo i concetti espressi : venti di intensità finora sconosciuta, si parla di 150-190 Km/h si sono abbattuti sulle nostre foreste in larga parte create da noi a seguito della distruzione della prima guerra mondiale, impiantando nell’altopiano di Asiago la specie di abete rosso (l’albero di Natale) che meglio attecchiva sui suoli martoriati e denudati dai