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mercoledì 24 maggio 2017

Non si sa mai che qualcuno accetti

Come spesso succede, domande per noi importanti non ricevono risposte: ma più dispiacere c'è nel ritenere che non siamo stati capiti, che non ci siamo saputi far capire. Quindi le nostre domande, in questo caso specifico le mie, non hanno trovato udienza. Eppure il pubblico , attento e adatto, mi sembrava che ci fosse. Fior fiore di esperti credevo fossero attivi lettori di blog e siti dove ho , semplicemente, posto degli interrogativi e non solo sui migranti. Premetto, per evitare noiose ripetizioni di vocaboli e termini, che le risposte devono far sapere se c'è o no fattibilità, se ci sono o si possono intravedere o studiare alternative, se purtroppo non c'è niente da fare: ecco, cose di questo tipo.
Per cui, chiedevo di fare qualcosa per debiti verso lo Stato, e che non possono essere sostenuti in 72 rate : 100mila euro diviso 72 fa circa 1.400 euro scarsi. Ditemi dove uno li caga, se non li prende nemmeno come stipendio...se , Dio volesse, avesse un lavoro con posto fisso: nel mio caso, ad esempio, da fallito nel 2004, senza poter avere più un lavoro autonomo ma ritrovandomi con

giovedì 2 maggio 2013

Finisce in cella 21 anni dopo il reato:la storia di un 49enne di Monserrato

Dopo la condanna definitiva della Cassazione, è rinchiuso nel carcere di Buoncammino a Cagliari per scontare la pena inflittagli di tre anni.
Sono trascorsi 21 anni da quando ha commesso il reato di bancarotta. Ora, dopo la condanna definitiva della Cassazione, è rinchiuso nel carcere di Buoncammino a Cagliari per scontare la pena inflittagli di tre anni. "Una situazione paradossale dovuta a una giustizia che procede a passo di lumaca compromettendo, come in questo caso, la riabilitazione e il reinserimento sociale. L'uomo non ha infatti più commesso reati", ha reso noto Maria Grazia Caligaris, presidente dell'associazione "Socialismo Diritti Riforme".
"L'amara, emblematica, vicenda di un detenuto di 49 anni, di Monserrato, è l'ennesimo esempio di un sistema incapace di rivalutare a distanza di tempo le situazioni. E' evidente, né lo si può negare - ha rilevato Caligaris - che l'uomo ha commesso un reato ed è stato riconosciuto responsabile, assieme al fratello, di truffa e bancarotta semplice nel 1992. Per la truffa è stato condannato a un anno di reclusione che ha scontato nel 2000. Per la bancarotta, invece, ha affrontato tre gradi di giudizio. L'Appello si è concluso nel 2002 e, infine, la sentenza della Cassazione è arrivata ora cancellando le sue speranze alimentate da un lavoro e da una nuova famiglia".
                                               unionesarda.it
Come sempre: spero di non fare la stessa fine. Si parla di riabilitazione, ma la bancarotta semplice mi pare che non preveda reinserimenti particolari se non un grado maggiore di attenzione o , meglio ancora un supporto da parte di associazioni e fondi di solidarietà che, invece non ci sono.