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domenica 1 aprile 2018

Occhio ai pesci d'aprile: i monumenti devono o no essere ripristinati come in origine?

Purtroppo dai tempi di "ciolanka sbilenka", giornalista finlandese, chi come me non ha frequentato le redazioni dei giornali, non conosce i trucchi per "far passare" le notizie senza che queste siano purgate e, per dirla con una nota pubblicità ,"per tutti". Avrei voluto qualche commento per i nuraghi da riparare, restaurare: magari qualche idea per renderli fruibili, potrebbe davvero arrivare da quella notizia. Qui in Sardegna mancano i castelli veri e propri, come quelli delle fiabe per intenderci, o comunque che siano simili: c'è un castello a Bosa, dei Malaspina se non erro, così come c'è un altro castello a Sanluri ed anche a Cagliari , castello di San Michele , e a Siliqua il castello dell'acqua fredda o del Conte Ugolino . Poi non ne ricordo altri, e dovete perdonare la mia ignoranza.Mentre per quanto riguarda palazzi o ville, lì qualcosa c'è, ma non so quanto fruibile dal pubblico: e mi riferisco a beni del demanio, perché quanto a case private , lì dipende dal proprietario se mettere o meno in mostra i propri beni, anche se qualcuno organizza cene e pranzi dietro pagamento o come location per eventi, non ultimi i matrimoni. Dicevo prima dei nuraghi, ma credo valga anche per altri monumenti: se lasciamo perdere le barzellette, tipo quella che "voleva un Bin Laden che osservando la Torre di Pisa dall'aereo, commentava "dilettanti" (da notare che potrebbe valere anche per il Colosseo o proprio per i nuraghi o per alcuni dei castelli che ho citato prima), ecco che rendere un monumento così come era in origine non so se sia davvero un bene. Penso che se fosse vero avendo conosciuto proprio il Colosseo così come è ora, mi apparirebbe strano vederlo completo di tutti gli archi, mentre l'Anfiteatro romano della mia città, mi ha sempre lasciato perplesso anche perché quando è stato reso fruibile e usato per spettacoli musicali , sono stati utilizzati dei tubi innocenti e dei tavoloni di legno per realizzare delle sedute temporanee: ecco che uno si chiede se si può e/o si deve ripristinare il tutto come era in origine e, sopratutto se poi si deve e/o si può utilizzare quel monumento ma, essendo in Italia, ci si deve anche chiedere chi decide, quale ministero. Vedendo alcune ricostruzioni al computer, fa piacere immaginare che cosa si potrebbe vedere se tutto fosse rimesso a posto, rispetto a chi cammina con difficoltà tra monumenti antichi e deve anche faticare a immaginare come erano . A proposito,e chiudo: ma gli antichi curavano o no la manutenzione degli edifici? Mi informerò.

Roba da pazzi: "Nuraghi in plastica al posto degli originali": il diktat dell'Ue alla Sardegna




Il nuraghe di Losa
Sostituire le pietre originali dei nuraghi più antichi con delle copie in plastica, per scongiurare il rischio di crolli improvvisi.
Fa già discutere la nuova direttiva imposta dall’Unione Europea, con l'intento di preservare l'antichissimo patrimonio storico-architettonico della Sardegna, testimone della civiltà che abitava l'Isola secoli e secoli fa.
Secondo le ultime stime realizzate dall'Ue, basate sull’analisi di un team di archeologici guidato dal professore Simon Blaguon dell'Università di Lione, la struttura di almeno il 60 per cento degli oltre 7.000 nuraghi sardi sarebbe quasi irrimediabilmente compromessa, a causa dell’elevato grado di consunzione dell’arenaria utilizzata per realizzare i "mattoni", risalente a migliaia di anni fa.
Per evitare che gli antichi edifici collassino, privando irrimediabilmente la Sardegna dei suoi gioielli, Bruxelles ha dunque predisposto l’extrema ratio: iniziare un delicato lavoro di sostituzione delle pietre millenarie con copie sintetiche, realizzate in materiali moderni e non deperibili.
Pietre finte, in buona sostanza, in tutto e per tutto simili alle pietre vere, ma a differenza di queste resistenti alle intemperie e allo scorrere del tempo.
Un caro prezzo da pagare, insomma, per non vedere sgretolarsi per sempre i simboli del passato sardo, dal 1997 patrimonio dell'Unesco.
La direttiva – che fissa al 2020 l'inizio dell'opera di sostituzione – non è passata ovviamente inosservata agli addetti ai lavori.
C'è chi ritiene che la "perdita dell’originalità" sia un sacrificio necessario per conservare un patrimonio di valore inestimabile. E c'è chi, invece, ritiene il progetto un'aberrazione, dicendosi pronto a dare battaglia contro una direttiva ritenuta "ingiusta", oltre che lesiva della genuinità dell'arte e della cultura isolana.
(Unioneonline/l.f.)
http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2018/04/01/nuraghi_in_plastica_al_posto_degli_originali_il_diktat_dell_ue_al-68-713261.html