Quando si guida un'auto si sa che non ci si deve distrarre, al punto che c'è chi non accende neppure la radio o evita di partecipare a discussioni.
Nella vita che c'è al di fuori delle automobili o delle due ruote, le cose stanno diversamente, in quanto ci sono numerosi mezzi che sono stati creati proprio per , se non guidare e dominare le coscienze, almeno stordirle e indebolirle.
Se c'è un argomento importante per tutti i cittadini, per esempio le pensioni, mi sembra logico che si aprano dibattiti laddove le persone abitualmente si possono incontrare e quindi confrontare: come pure ci siano spazi televisivi e sul web.
E fin qui potrebbe darsi che sia così: ma è bene che questi spazi e luoghi, sia fisici che virtuali, dovrebbero essere ben evidenti, visibili e fruibili.
Non devono essere messi in ombra o sviliti da una partita di calcio o dalla cronaca nera o altri eventi, spesso lontani, spacciati per argomenti di interesse nazionale.
Ecco che se ci lasciamo distrarre perdiamo di vista le occasioni per riappropriarci del nostro diritto di pensiero e di parola.
Accade anche che chi cerca di sollevare questioni e temi scomodi debba subire i soliti attacchi personali, sia ridicolizzato e quindi emarginato da forum e ,se mai fosse finito in tv, anche dai media tradizionali: basta vedere chi sono gli ospiti fissi e chi, al contrario, ci farebbe piacere sentire (anche in aggiunta).
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lunedì 18 maggio 2015
lunedì 13 maggio 2013
I diritti negati e l'impossibilità di avere voce in capitolo
E' più o meno quello che già succedeva da anni, oserei dire da sempre: e cioè tu io e altri possiamo, che so, manifestare in piazza e con dei distinguo. Se la manifestazione riguarda cose "di poco conto" e che "non vanno a criticare o a richiamare responsabilità del governo in carica", si può anche non chiedere nessuna autorizzazione, diventando,come accadeva "ai miei tempi" negli anni 70, uno sciopero ,una manifestazione, spontanea. In poche parole ti lasciano "cagare", perché non gliene frega un accidente a nessuno: non contavi prima e conti ancora meno durante e dopo la tua sfilata o sit in. Oggi come oggi , al
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