Sembra che ci sia una nuova bomba ad orologeria che si appresta ad
esplodere nella già malandata industria dell'aviazione civile: si chiama
"Sindrome aerotossica".
Questa
sindrome sarebbe il risultato della sistematica inalazione dell'aria
che circola all'interno dei moderni aerei passeggeri. Ne soffrono
infatti soprattutto piloti e assistenti di volo, che passano buona parte
della loro vita all'interno di una cabina pressurizzata.
L'aria
che si respira a bordo non può venire presa direttamente dall'esterno,
poiché sarebbe troppo fredda, ed ha inoltre una pressione troppo bassa. È
molto più comodo prendere quella che circola nelle turbine dei motori,
che è già stata surriscaldata e portata ad alta pressione. In questo
modo, basta convogliarla all'interno della cabina, e si risolvono sia il
problema della temperatura che quello della pressione ambientale.
(Normalmente l'aria delle turbine viene miscelata al 50% con quella già
presente all'interno della cabina, che viene riciclata. Ma alla fine di
ogni viaggio tutta l'aria che sarà stata respirata all'interno della
cabina sarà stata comunque prelevata dalle turbine dei motori).
Naturalmente,
l'aria da respirare viene presa dai compressori prima di venir
mescolata al combustibile da bruciare (il termine tecnico è "bleed air",
cioè "aria che sgocciola"). Si tratta quindi, teoricamente, di aria
perfettamente pulita, sottoposta ad alta pressione. Ma i compressori,
per poter funzionare, devono essere lubrificati, ...