Un'analisi di 926 cablogrammi diplomatici del
Dipartimento di Stato provenienti da 113 paesi, fra il 2005 ed il 2009,
svolta dall'organizzazione americana Food & Water Watch, dimostra le
fortissime pressioni esercitate dalla diplomazia Usa sui Paesi esteri,
specialmente quelli meno sviluppati, per spingerli a introdurre le
colture modificate geneticamente nella loro agricoltura, nonostante fin
dal 2009 il prestigioso International Assessment of Agricultural
Knowledge, Science and Technology for Development abbia dimostrato che i
costi elevati dei semi e dei prodotti chimici correlati, l'incertezza
sulle rese ed i rischi per la sicurezza alimentare locale rendano questi
prodotti una scelta errata per i Paesi in via di sviluppo.