Come qualcuno ricorderà, c’è un solo Stato americano ad avere la sua
banca pubblica: è il Nord Dakota. Ed è il solo Stato americano il cui
bilancio pubblico non è passato al passivo dal 2008 (data della crisi
bancaria); quello che ha il tasso minore di sequestri di immobili per
insolvenza, e la minor percentuale di defaults sulle carte di credito.
Lo Stato è così sano, che ha potuto permettersi di ridurre le tasse sul
reddito e sulla proprietà nel 2011 (1). Il segreto del
successo è l’accesso al credito, che la banca pubblica, Bank of North
Dakota (BND), ha mantenuto aperto anche nei momenti peggiori della crisi
quando – come in Italia ed Europa – le banche privata prosciugano il
loro. La BND non s’è messa in competizione con le banche commerciali, ma vi si associa,
intervenendo per completare le esigenze di capitale e liquidità
richieste. Essa ha un proprio programma di prestiti chiamato Flex PACEm
che aiuta le comunità locali ad assistere i debitori in precisi settori:
mantenimento dei posti-lavoro (job retention), creazione di tecnologie,
vendite al dettaglio, piccole industrie e servizi pubblici essenziali.
Nel 2010 gli interventi del Flex